INEDITI – Gli anni del silenzio

Gli anni del silenzio

(inedito)

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[…] Nina afferrò il visore e lo poggiò sull’occhio, osservando verso il punto che aveva attirato la sua attenzione. Contò quattro incendi e due cumuli di macerie fumanti più a ovest. La fuliggine fluttuava dall’erba fino a confondersi con le nuvole, spruzzando sulla terra ceneri di materiali e di corpi. Scintille crepitavano intorno a lingue di fuoco alte decine di metri. Interi filari di frutteti e di vigneti venivano divorati dagli incendi, mentre le fiamme frustavano l’aria con tutta la violenza di cui erano capaci, inghiottendo ossigeno e illuminando la notte che già incombeva a bassa quota. Era la fine degli eremiti, delle loro case, dei loro poveri orti, dei loro animali. Era la fine della loro terra. Nessuno di quei cadaveri avrebbe mai avuto pace. I loro spiriti ombra avrebbero vagato tra i prati e i boschi di quelle montagne maledette per il resto dei giorni.
Nina portò una mano alla bocca e altre lacrime scivolarono sulle guance. Staccò il visore dalla pelle, lo posò tra le mani di Léo e tornò in marcia, senza dire una parola. Quello spettacolo le aveva completamente prosciugato il palato. Risalirono di nuovo per superare il ponticello che li aveva portati sull’altra cima, allontanandosi dagli incendi, ormai scomparsi dal loro campo visivo. Si avviarono verso il rifugio nel più assordante dei silenzi. […]

[…] Adorava i densi contrasti di quei dipinti, come se il più luminoso raggio del sole e l’ombra più cupa della notte si fossero schiantati sulla tela senza mescolarsi. Libri, ritagli, vestiti e fotografie erano stati ridotti in un cumulo di cenere: un atto dovuto alla Federazione in cambio della loro registrazione in ETEREA. I Sorveglianti del governo lo chiamavano “il battesimo”, un rito di purificazione a una non provata contaminazione, ma per gli eremiti era considerata solo come una punizione. Aveva pochi ricordi della sua vita da eremita e quello era uno di questi: suo padre che appiccava il fuoco a un ammasso di cianfrusaglie nel cortile di casa, di fronte a un branco di soldati armati. All’epoca era troppo piccolo per comprendere l’entità di quel danno, ma le facce di suo padre e di suo fratello di fronte all’insaziabilità di quelle fiamme erano qualcosa che non avrebbe mai dimenticato. […]